17 marzo 2019

L’Aquila, Auditorium del parco, ore 18

Ars Ludi presenta: Omaggio a Mauricio Kagel

IL CORPO A PERCUSSIONE
drammaturgie sonore per percussionisti-attori

ARS LUDI
Antonio Caggiano
Rodolfo Rossi
Gianluca Ruggeri

G. Battistelli, Orazi e Curiazi per due performers

V. Globokar Corporel, per un performer

L. Gregoretti Première, per tre percussionisti

M. Kagel, Dressur, per tre performers

‘CORPO vuol dire voce non «musicale», non articolata secondo i parametri della musica. E vuol dire azioni sceniche in cui il movimento dei corpi produce musica, produce successione di suoni. Teatro musicale, in sostanza. Mauricio Kagel, compositore argentino-tedesco morto dieci anni fa, è stato campione dell’anti-teatro musicale, a dire il vero. Ma per lui anti-teatro voleva dire infrangere le regole del melodramma e del teatro naturalistico per mettere in scena azioni musicali paradossali, provocatorie, sarcastiche, ironiche. Pur sempre teatrali. Come in Dressur (1977) per trio di strumenti a percussione di legno. L’organico, cioè le fonti di suono impiegate, è enorme ma distribuito a gruppi di tre. Fantasioso, indescrivibile. C’è una marimba e poi un’infinità di strumentini e aggeggi, dalle nacchere agli zoccoli, dai cilindri alle pance degli esecutori. Un’officina di suoni cordiale, non sadiana come in Acustica (1968). Musicalmente leggera, persino orecchiabile. Per quanto stranita e «insensata».
La marimba suona filastrocche, melodie-canzoni, un «notturno» di quattro note più mefistofelico che romantico. L’andamento è ritmico scandito. Si avverte una certa morbidezza dell’insieme, questo Kagel non ama la violenza sonora.
Alla marimba – Antonio Caggiano, poi sostituito da Gianluca Ruggeri – si mette le bacchette tra i denti e sembra un guerrigliero selvaggio nella foresta, Ruggeri si aggira minaccioso e perplesso sul palco, Rodolfo Rossi (il terzo dei tre «titolari» della ditta Ars Ludi) fa il giocoliere con certe semisfere di legno molto decorative. Gli incastri sonori sono deliziosi, orchestrati magistralmente, non un momento che non sia ben calcolato secondo partitura.

Corporel (1984) di Vinko Globokar è proprio per solo corpo nudo di un percussionista, nell’occasione il bravissimo Rossi. Attore consumato, sempre serissimo come in una pièce di Beckett, si percuote il corpo, digrigna i denti, fa risuonare i pollici, dorme e russa. Magnifica «sonata» o «capriccio» o «divertimento»’  

Mario Gamba. Il Manifesto

 

                              Il concerto è realizzato con il supporto di SIAE per il progetto                                                                                                         ” SIAE- classici di oggi”